Si sono conclusi a Roma, nei giorni 11–12 febbraio, i lavori del Consiglio della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II. L’assemblea è iniziata con la Santa Messa nella Basilica di San Pietro e con un incontro personale con Leone XIV. Alla seduta ha partecipato per la prima volta il Cardinale Grzegorz Ryś, che in virtù dello Statuto esercita d’ufficio la cura pastorale sulla Fondazione.
La Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II opera presso la Santa Sede ininterrottamente da 45 anni ed è attualmente la più antica tra la dozzina di fondazioni vaticane. Si tratta di un’organizzazione ecclesiale senza scopo di lucro che, sotto gli auspici del Vaticano, gestisce alcune proprie istituzioni e numerose iniziative e progetti volti a promuovere nel mondo l’eredità del Papa Wojtyła. La Fondazione è amministrata da un Consiglio di Amministrazione che si riunisce a Roma due volte all’anno. Il primo di questi incontri si svolge di norma a febbraio e ha sempre un carattere strategico: la Fondazione fa il bilancio dell’attività dell’anno precedente, riceve le relazioni dei direttori delle proprie istituzioni, approva il bilancio, definisce gli obiettivi per l’anno successivo e invita esperti e partner alla collaborazione.
Secondo lo Statuto della Fondazione, il Cardinale Stanisław Dziwisz è membro permanente del Consiglio e ogni metropolita di Cracovia in carica esercita in esso la cosiddetta autorità superiore. In relazione a ciò, alla seduta appena conclusa ha preso parte per la prima volta il Cardinale Grzegorz Ryś, nominato alcuni mesi fa dal Santo Padre nuovo pastore dell’arcidiocesi di Cracovia. Hanno inoltre partecipato all’incontro: Mons. Paweł Ptasznik (presidente), S. E. Mons. Sławomir Oder (vicepresidente), l’avv. Marek Markiewicz (segretario), Bogdan Chmielewski (consigliere dagli USA), Wojciech Halarewicz e don Michał Wilkosz (consiglieri dalla Germania), Henryk Rogowski (consigliere dalla Francia) e don Tomasz Szopa (consigliere dalla Polonia).
Primo giorno dei lavori
L’incontro è iniziato l’11 febbraio con la celebrazione eucaristica presso la tomba di San Giovanni Paolo II in Vaticano, presieduta dal Cardinale Ryś. Hanno concelebrato, tra gli altri, il Cardinale Dziwisz, S. E. Mons. Oder, sacerdoti legati alla Fondazione e i rettori dell’Università Cattolica di Lublino (KUL) e della Pontificia Università Giovanni Paolo II (UPJP2), con le quali l’istituzione collabora da anni. Alla Messa erano presenti anche i membri del Consiglio, i dipendenti e gli amici della Fondazione, nonché le Suore del Sacro Cuore di Gesù (Sercanki) coinvolte nelle sue attività a Roma. Successivamente, durante l’udienza generale nell’Aula Paolo VI, i partecipanti alla riunione hanno incontrato personalmente il Santo Padre Leone XIV, che ha espresso gratitudine per l’operato della Fondazione e ha benedetto la sua ulteriore attività.
Nel pomeriggio i direttori delle cinque unità gestite dalla Fondazione hanno presentato le loro relazioni e i piani per il prossimo anno di lavoro: Mons. Dariusz Giers (Segretariato Amministrativo), don Mateusz Wójcik (Casa del Pellegrino a Roma), don Jan Strzałka (Casa dello Studente a Lublino), don Mirosław Cichoń (Centro di Documentazione e Studio del Pontificato di Giovanni Paolo II a Roma) e don Tomasz Podlewski (Ufficio Stampa ed Eventi).
La prima giornata dei lavori si è conclusa con gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni partner. Il primo è stato quello di don prof. Mirosław Kalinowski, rettore dell’Università Cattolica di Lublino, presso la quale la Fondazione realizza da decenni il proprio programma di borse di studio. Il rettore ha presentato i risultati conseguiti dal KUL nella promozione scientifica e mediatica dell’insegnamento di San Giovanni Paolo II e ha illustrato gli esiti delle ricerche sulla religiosità dei giovani. Successivamente il Consiglio ha incontrato il Prof. Dariusz Karłowicz, fondatore e direttore di programma dell’Istituto di Cultura San Giovanni Paolo II presso l’Università Angelicum di Roma (alma mater di Giovanni Paolo II e di Leone XIV) e al contempo presidente della Fondazione San Nicola. La Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II e l’Istituto di Cultura Giovanni Paolo II a Roma sono oggi tra i partner strategici più stretti, realizzando insieme numerosi progetti importanti, come ad esempio il corso di studi “JP2 Studies” all’Angelicum, le Giornate di San Giovanni Paolo II presso le Università Pontificie di Roma, il ciclo pittorico “Dipingiamo di nuovo il cattolicesimo”, benedetto da Leone XIV lo scorso anno, e le escursioni in montagna per studenti.
Secondo giorno dei lavori
La giornata successiva è iniziata con la Santa Messa mattutina nella chiesa di San Stanislao V. M. a Roma, dopo la quale sono state analizzate le relazioni ed è stata avviata una discussione sugli orientamenti dell’attività della Fondazione nel prossimo futuro. Tema centrale è stato il prossimo Giubileo per il 45° anniversario della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II, che si terrà a Roma dal 19 al 22 ottobre 2026, quando l’intera comunità della Fondazione si riunisce ogni cinque anni. Oltre al consiglio, ai direttori e ai dipendenti, in tale occasione giungono a Roma simpatizzanti, benefattori e membri di alcune decine di Circoli degli Amici provenienti da una quindicina di Paesi del mondo. Le celebrazioni sono un’occasione per l’integrazione della comunità internazionale della Fondazione e per uno sguardo comune al futuro dell’istituzione. In occasione del precedente Giubileo, la comunità della Fondazione, composta da diverse centinaia di persone, è stata ricevuta in Vaticano da Papa Francesco. Anche per quest’anno è prevista un’udienza con il Santo Padre. Inoltre sono in programma: un convegno scientifico, una celebrazione eucaristica comune nella Basilica di San Pietro, un concerto, una serata di gala, lo svelamento di una targa commemorativa e altre iniziative di cui la Fondazione darà notizia nei prossimi mesi.
Un altro tema importante è stata la prossima terza edizione del Premio San Giovanni Paolo II, che dal 2024 la Fondazione assegna a una persona o istituzione che mette in pratica l’insegnamento di San Giovanni Paolo II contribuendo così concretamente al miglioramento della situazione nel mondo. Il vincitore della prima edizione è stato il Centro per la Giustizia e la Pace Giovanni Paolo II in Uganda, fondato nel 2007 in risposta all’enciclica “Ecclesia in Africa”. L’istituzione combatte problemi sociali quali povertà, violazioni dei diritti umani, disuguaglianze e violenza contro donne e bambini. Il vincitore della scorsa edizione è stato invece l’arcivescovo Jacques Mourad, della Siria, rapito, torturato e miracolosamente scampato dalle mani dell’ISIS, che, ispirandosi allo spirito dell’incontro interreligioso di Giovanni Paolo II ad Assisi, da molti anni si impegna generosamente per la pace tra cristiani e musulmani. La cerimonia di consegna del “Premio” si svolge nel Palazzo Apostolico in Vaticano. Ideatore del Premio e organizzatore delle sue prime due edizioni è don prof. Andrzej Dobrzyński, che fino alla fine di ottobre 2025, per quasi 19 anni, ha diretto il Centro di Documentazione e Studio del Pontificato di Giovanni Paolo II a Roma, gestito dalla Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II. Presidente della Giuria del Premio è il Cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.
Nel corso dei due giorni di lavori, il Cardinale Grzegorz Ryś ha sottolineato che nei prossimi mesi desidera conoscere la Fondazione “in spirito sinodale”, discernere in profondità la sua missione e adeguare gli orientamenti della sua attività alle esigenze contemporanee, in conformità con la missione statutaria, che consiste nella cura per la conservazione, la trasmissione e lo sviluppo dell’insegnamento e dell’eredità del Papa Wojtyła, nell’impegno a favore degli studenti, nel sostegno alla cultura cristiana nello spirito dei valori cari a Giovanni Paolo II e nella cura per i pellegrini.
